Da qualche settimana anche Reggio ha ufficialmente il suo gruppo di praticanti di parkour, la disciplina sportiva che prevede l’esecuzione di acrobazie ed esercizi ginnici negli spazi pubblici. Lo scorso ottobre è i nata la “Urban Freedom a.s.d”, la prima associazione sportiva dilettantistica di “traceurs” (questo il nome degli atleti di parkour). Costituitasi grazie al sostegno del progetto Net (Nuovi educatori di territorio) del servizio comunale Officina educativa e alla collaborazione di Uisp e di educatori della Papa Giovanni XXIII, la Urban Freedom si sviluppa tre anni fa a Reggio per strada. Un gruppo di ragazzi appassionati e motivati a divulgare il parkour e il suo messaggio si sposta in tutta la città per allenarsi nella disciplina. Questo nucleo si allarga poi gradualmente fino a costituirsi in associazione vera e propria. Il parkour, anche detto “art du déplacement”, nasce in Francia negli anni Ottanta. Il fondatore, David Belle, trae ispirazione da un particolare addestramento dei militari (metodo Hebert) che consiste nello sviluppare movimenti del corpo naturali per ottenere la massima efficienza nello spostamento. I ragazzi di Urban Freedom hanno come obiettivo trasmettere lo spirito di questo sport attraverso la promozioni di corsi ed eventi, insegnando a conoscere i propri limiti e le proprie potenzialità attraverso una profonda conoscenza di se stessi, del proprio corpo e della propria mente. Il motto dell’ “art du déplacement” recita infatti “essere forti per essere utili”.

Articolo originale Gazzetta di Reggio 

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